Nonostante l’esistenza di mezzi più o meno sofisticati, la presenza dell’uomo è fondamentale per ottenere il livello di servizio richiesto.

Ognuna delle attività presenti in un sistema di handling deve essere opportunamente progettata e definita.

 

Lo studio dei metodi

L'obiettivo principale dell'attività industriale è quello di produrre beni e servizi al minor costo possibile allo scopo di realizzare un beneficio economico.

Al fine di ridurre i costi di produzione è indispensabile studiare opportune metodologie che possono essere essenzialmente basate su due principi contrapposti:

- aumentare lo sforzo o l'intensità della prestazione dell'esecutore;

- analizzare il procedimento di lavoro per migliorare l'utilizzazione di tutte le risorse impiegate in modo di ottenere una migliore efficienza globale.

Il primo sistema è ovviamente contrario ai principi a cui si ispirano le relazioni tra impresa e lavoratori in quanto tende a superare le disfunzioni organizzative operando soltanto sull'esecutore del lavoro.

Il secondo sistema, invece, tende ad ridurre i costi operando sull'efficienza di tutto il processo produttivo: questo approccio è detto "studio dei metodi e tempi di lavoro".

"Lo studio dei metodi è una tecnica che sottopone ogni operazione di un determinato lavoro ad un'analisi accurata e approfondita in modo da eliminare ogni operazione superflua ed in modo da accostarsi il più possibile al metodo migliore, cioè più semplice, più veloce, più economico e più sicuro per eseguire ogni fase necessaria.

Esso include la critica costruttiva del progetto; la standardizzazione delle attrezzature, dei metodi e delle condizioni di lavoro, l'addestramento dell'esecutore a seguire il metodo standard.

Lo studio dei metodi determina, per mezzo di accurate misurazioni, il tempo standard per eseguire il lavoro e, solitamente, definisce un sistema di incentivi economici per il lavoratore al fine di indurlo a realizzare una buona produzione".

Questa definizione mette in evidenza che lo studio dei metodi parte necessariamente da un'analisi del lavoro in base alla quale vengono ottimizzate e standardizzate le operazioni da effettuare determinando quindi dei tempi standard di riferimento.




E' da rilevare che il "tempo lavoro" non rappresenta comunque il fine ultimo dell'analisi del lavoro, bensì costituisce un elemento del più ampio problema della organizzazione del lavoro nell'ambito della organizzazione della produzione.

 

 

Le fasi dello studio del lavoro possono essere così schematizzate:

 

- Semplificazione del lavoro: analisi del procedimento produttivo in funzione del prodotto, attrezzature, materiali.

- Misurazione del lavoro: valorizzazione in termini di tempo delle sequenze operative al fine di :

. conoscere le capacità produttive

. programmare il carico di lavoro

. determinare i costi del prodotto.

- Analisi dei risultati: controllo dell'efficienza e utilizzazione delle risorse produttive impiegate, previa definizione dei parametri di confronto.

- Remunerazione del lavoro: ricerca di una adeguata relazione fra prestazione del lavoratore e retribuzione.

Lo studio del lavoro interessa le principali funzioni aziendali e trova applicazione nei seguenti settori:

- Pianificazione aziendale: per la determinazione dei fabbisogni, l'adeguamento della capacita' produttiva e l'assegnazione delle risorse di lavoro.

- Ingegneria di produzione: per progettare o modificare i processi di produzione e per la preventivazione corretta dei tempi di lavorazione.

- Programmazione operativa della produzione: per la tempificazione degli ordini di lavoro e la programmazione, a breve termine, dei centri di produzione.

- Controllo di gestione: per le rilevazioni della contabilità industriale, per i calcoli di convenienza economica, per le analisi degli scostamenti, per la determinazione dei prezzi.

- Gestione del personale: per le valutazioni di rendimento e per la realizzazione dei sistemi di incentivazione.

 

 

Il ciclo di lavoro

L'analisi dei tempi di lavorazione deve essere orientata al costante miglioramento del metodo di esecuzione del lavoro.

In caso contrario l'analisi stessa si limita ad una semplice consuntivazione amministrativa che, anche se dettagliata, ha una efficacia notevolmente ridotta rispetto ad una organica analisi tecnica.

 

E’ necessario:

- analizzare il processo in ogni sua fase;

- criticare e proporre migliorie per definire i tempi standard in una condizione di utilizzo ottimale del personale e dei mezzi a disposizione.

Occorre tenere presente che il successo e la precisione, in uno studio dei metodi e dei tempi di lavoro, dipende dall'accuratezza con cui gli elementi di valutazione vengono rilevati e registrati.




Questa rilevazione, per motivi di chiarezza, uniformità ed immediatezza deve essere effettuata utilizzando criteri, simboli e termini convenzionali che oramai sono codificati e universalmente usati. Un esempio di tali simboli è riportato in figura.

 

Oltre a tener conto dell'utilizzo del personale e dei tempi di lavoro che si incontrano in un processo produttivo occorre considerare anche l'organizzazione del movimento del materiale.

La movimentazione del materiale può incidere infatti notevolmente sul costo finale del prodotto.

Normalmente il materiale deve essere trasportato sul posto di lavoro, maneggiato dall'operaio prima, durante e dopo il processo di lavorazione e quindi reso disponibile per l'operazione successiva.

E' quindi evidente l'importanza di ridurre i movimenti di materiale al minimo indispensabile attraverso un accurato studio del layout dei reparti e delle macchine.

Nell'ambito dello studio dei metodi e tempi di lavoro sono state sviluppate numerose tecniche di rilevazione.

Alcune di queste furono proposte fin dall'inizio dell'industrializzazione.

 

 

Lo studio dei metodi di lavoro non costituisce di per se una tecnica codificata ma è piuttosto un principio basato sulla ricerca di ciò che è

- "eliminabile" (movimenti del lavoratore, attività inutili)

- "modificabile" (disposizione del posto di lavoro, sequenza delle operazioni)



 

 

A livello di singolo posto di lavoro si cerca l'ottimizzazione dei movimenti dell'operatore e della disposizione delle attrezzature e degli oggetti utilizzati.

I principi di "economia dei movimenti" sono stati integrati con i principi dell'ergonomia, fondati su conoscenze scientifiche dell'uomo al lavoro.

A livello di insieme di posti di lavoro, ad esempio di reparto, lo studio dei metodi ha per obiettivo la razionalizzazione dei flussi di lavoro, attraverso la riduzione delle scorte di materiali e la semplificazione dei percorsi interni.





Per l'analisi dei flussi si utilizzano schemi e diagrammi che impiegano simbologie codificate, particolarmente adatti per rappresentare l'insieme delle attività e delle inattività di un ciclo di lavoro.

 

 

La definizione di un metodo di lavoro, anche se non in forma scritta e opportunamente codificata, è comunque necessaria per la misura e il controllo delle diverse operazioni.

Questo metodo di lavoro è detto "CICLO DI LAVORO".

La determinazione dei tempi

Le tecniche per il rilievo dei tempi si possono suddividere in due categorie:

- Tecniche basate su rilievi sul campo:

il cronometraggio

la campionatura del lavoro

- Tecniche che non richiedono rilievi sul campo:

. le sintesi di tempi predeterminati

. le stime.

 

Tra le tecniche basate su rilievi sul campo riveste particolare importanza la tecnica del cronometraggio che consiste nel cercare di ottenere il tempo standard attraverso poche osservazioni effettuate su un lavoratore scelto a campione. I passi salienti di questa tecnica sono:

- individuazione della sequenza delle operazioni da analizzare: le operazioni devono essere brevi (ma non sotto i 2 - 3 secondi) e ben distinguibili;

- scelta dell'esecutore: si sceglie un operaio che abbia qualità medie e sia già addestrato su quel tipo di operazioni;

- determinazione del tempo rilevato (Tr), ottenuto come media dei tempi dei rilievi per ciascuna operazione;

- "normalizzazione" del tempo rilevato (Tn), ottenuto attraverso un "giudizio di correzione" al fine di arrivare a definire un valore di tempo normale (Tn) che possa essere mantenuto nell'arco della giornata da un addetto qualificato che lavori senza incentivo;

- determinazione del tempo standard, ottenuto aggiungendo al "Tn", che è un tempo netto, le "maggiorazioni" di processo (pulizia macchina, sostituzione di utensili, ecc.) e quelle per necessità personali dell'addetto ed eventualmente quelle dovute a particolari sforzi o posizioni di lavoro disagiate; queste maggiorazioni sono espresse in percentuale del tempo normale di lavoro, ad esempio 5-6%.

 

 

La tecnica della campionatura del lavoro si realizza mediante osservazioni casuali istantanee.

E' nota anche come "work sampling" e i tempi di attività e inattività sono determinati tramite analisi di tipo campionario.

Viene normalmente utilizzata per la determinazione dei tempi di operazioni di limitata ripetibilità, per lavori di tipo indiretto, per analisi di tempi di poche operazioni relative a più persone, per valutare le fermate macchina, per la determinazione della distribuzione del lavoro, ecc..

 

 

Le tecniche che non richiedono rilievi sul campo si basano sull'ipotesi che molte operazioni si ripetono anche se cambia il prodotto o si modificano le tecnologie di lavorazione.

Si tratta quindi di tempi predeterminati che possono riguardare micro-operazioni oppure macro-operazioni.

Nella predeterminazione per mezzo di micro-operazioni (o micro-movimenti) si utilizzano dei manuali, frutto di una grande quantità di rilievi empirici che forniscono per ciascun movimento del corpo umano un tempo elementare.

Per applicare questa tecnica il metodo di lavoro deve essere predefinito in dettaglio.

Tra le tecniche che non richiedono rilievi sul campo quella più utilizzata è certamente quella nota come "M.T.M." (Methodes Time Measurement).

L'M.T.M. può essere definito come "un procedimento che analizza tutti i movimenti di base che una operazione manuale o un modo di lavorare richiede per la sua realizzazione ed assegna ad ogni movimento un tempo standard predeterminato che dipende sia dalla natura del movimento che dalle condizioni in cui tale movimento deve essere compiuto".

Allo scopo di definire più rapidamente i tempi, per specifiche lavorazioni si sono raggruppati tempi elementari in operazioni più lunghe (macro-operazioni): in questo modo è meno impegnativa la fase di definizione dettagliata del ciclo di lavorazione.

Le stime dei tempi sono caratterizzate dalla rapidità e dal costo modesto a cui fanno però riscontro la scarsa precisione dei dati per cui sono applicabili per attività lunghe e poco ripettitive.

La predeterminazione tramite "dati standard" di micro-movimenti o di specifiche operazioni deve basarsi su un archivio di dati che possono provenire da molteplici fonti: cronometraggi, tempi predeterminati, consuntivi, ecc..

La costituzione di questo archivio rappresenta certamente un onere per l'azienda ma permette di formulare, a preventivo, con una certa facilità i tempi standard anche per nuove produzioni o nuove operazioni.

Le diverse tecniche elencate sono più o meno adatte a certe attività lavorative anzichè ad altre e si distinguono per il livello di accuratezza nella rilevazione dei dati e per il costo dei rilievi e delle analisi da effettuare.

Si può comunque notare come le tecniche cronometriche consentano di ottenere uno standard accurato ad un costo più elevato rispetto ad altre tecniche di rilievi sul campo, come la campionatura del lavoro.

Queste ultime non sono per contro idonee per misurazioni di lavori brevi e ripetitivi e non possono servire come base per il calcolo di retribuzioni a incentivo.

Le tecniche che non richiedono rilevazioni sul campo (tecniche di predeterminazione) hanno il vantaggio di poter operare a preventivo e quindi si possono utilizzare già in fase di progettazione e industrializzazione dei prodotti. Il loro costo di predisposizione degli archivi dei tempi è però piuttosto elevato.

 

Si può comunque affermare che per condizioni operative caratterizzate da uno o più dei seguenti fattori:

- elevata ripetitività delle operazioni

- elevata incidenza della manodopera

- esigenza della massima efficienza

si potranno adottare tecniche di cronometraggio e di predeterminazione a livello di micro-operazioni.

Se invece le condizioni operative sono caratterizzate da:

- bassa ripetitività delle operazioni (lavori indiretti o variazioni frequenti nel tipo di produzione)

- incidenza della manodopera non elevata

- esigenze di qualità e flessibilità della produzione

potranno essere impiegate tecniche di predeterminazione in base a dati standard o tecniche di stima dei tempi.